IN SCENA

L'attualità di un testo antico.

Nel 415 a. C. Le Troiane di Euripide vengono rappresentate per la prima volta mentre è in corso la guerra del Peloponneso: Atene si è appena resa protagonista, dell’assedio e della violenta distruzione dell’isola di Melo, una ex alleata colpevole, secondo gli Ateniesi, di tradimento.
Quando, nel 1964, Jean Paul Sartre adatta il testo euripideo, si è da poco conclusa la guerra d’Algeria, un episodio chiave e molto cruento del processo di decolonizzazione. Mettendo in scena la devastazione di Troia, un evento mitico accaduto intorno al 1180 a.C. e tramandatoci da Omero nel secolo VIII, Euripide e Sartre si rivolgono, dunque, ai loro contemporanei.
Il punto di vista scelto da Euripide e da Sartre è appunto quello delle Troiane. Non i vinti, ma le donne dei vinti hanno qui diritto di parola e cantano il dolore per la città distrutta e per i loro uomini trucidati. Nella tragedia il Coro, che dialoga con Ecuba, e le figure femminili di Cassandra, Andromaca e della fedifraga Elena disegnano quale doveva essere la condizione femminile nel V secolo. Condizione che, per molti versi e in larga parte del mondo, si è mantenuta fino ai giorni nostri.

Nuovo allestimento Bovisateatro

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